Sentenza Mediaset
Perché la Cassazione ha condannato Berlusconi
Sono state depositate in Cassazione le motivazioni della sentenza di condanna a quattro anni di reclusione inflitta al leader del Pdl Silvio Berlusconi per la vicenda Mediaset. I giudici della sezione feriale della Corte scrivono: "Berlusconi è l'ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo". Nelle motivazioni di 208 pagine della sentenza n. 35729/13, i giudici della Suprema Corte sottolineano che è proprio il Cav. "il soggetto che in ultima analisi, anche dopo l'assunzione della veste di azionista di maggioranza, continuava a godere della ricaduta economica del sistema praticato". Crippa Violante, l’eretico creato dal dogma armato dei Piccoli Inquisitori - Gli editoriali I proscritti - La neolingua di Repubblica
15 AGO 20

Sono state depositate in Cassazione le motivazioni della sentenza di condanna a quattro anni di reclusione inflitta al leader del Pdl Silvio Berlusconi per la vicenda Mediaset. I giudici della sezione feriale della Corte scrivono: "Berlusconi è l'ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo". Nelle motivazioni di 208 pagine della sentenza n. 35729/13, i giudici della Suprema Corte sottolineano che è proprio il Cav. "il soggetto che in ultima analisi, anche dopo l'assunzione della veste di azionista di maggioranza, continuava a godere della ricaduta economica del sistema praticato". Spiegando il meccanismo della truffa, i giudici riportano che "la definizione come sovraffatturazione appare quasi un sottodimensionamento del fenomeno descritto e anzi, inadeguata a definirlo".
Per i giudici della Cassazione è "pacifica e diretta la riferibilità a Berlusconi della ideazione, creazione e sviluppo del sistema che consentiva la disponibilità del denaro separato da Fininvest e occulto". Un sistema che secondo i giudici della Suprema Corte "ha permesso di mantenere e alimentare illecitamente disponibilità patrimoniali estere presso conti correnti intestati ad altre società che erano a loro volta intestate da fiduciarie di Berlusconi". "I giudici di merito – scrivono ancora i magistrati nelle 208 pagine depositate – e segnatamente la Corte territoriale, come si è ampiamente visto, hanno ritenuto correttamente e motivatamente provato un gioco di specchio sistematico che rifletteva una serie di passaggi privi di giustificazione commerciale e ad ogni passaggio la lievitazione dei costi era, a dir poco, imponente".
Per i giudici della Cassazione è "inverosimile" l'ipotesi alternativa "che vorrebbe tratteggiare una sorta di colossale truffa ordita per anni ai danni di Berlusconi (proprio in quello che è il suo campo d'azione e nel contesto di un complesso meccanismo da lui stesso strutturato e consolidato) da parte di personaggi da lui scelti e mantenuti, nel corso degli anni, in posizioni strategiche e nei cui confronti non risulta essere mai stata presentata alcuna denuncia".
Le motivazioni della sentenza che ha condannato l'ex premier sono state firmate da tutti i giudici del collegio della sezione feriale della Cassazione. Normalmente a firmarle è il presidente del collegio assieme al relatore. In questo caso invece appaiono come giudici estensori, oltre al presidente Antonio Esposito, anche tutti i componenti del collegio: Amedeo Franco, Claudio D'Isa, Ercole Aprile, Giuseppe De Marzo.
Crippa Violante, l’eretico creato dal dogma armato dei Piccoli Inquisitori - Gli editoriali I proscritti - La neolingua di Repubblica